Mercoledì 30 Aprile 2008
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A PALAZZO MADAMA. Delle intemperanze che segnarono la caduta di Prodi è rimasta solo l’eco. La camera alta ha recuperato ieri lo stile severo dei giorni migliori
L’aplomb del Senato emoziona i debuttanti
Mazzatorta e Germontani «in sintonia sulla sicurezza» De Toni promette battaglia Galperti: «Roma che batosta»
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ROMA
Addio sputi e svenimenti. Addio fette di mortadella sventolate in aula. Addio fischi ai senatori a vita. Con una solida maggioranza consegnata a una parte (il centrodestra) palazzo Madama è tornato allo stile che si conviene a una Camera alta: atmosfere ovattate, fair play, polemiche attutite. Soprattutto nel drappello dei bresciani, tutti debuttanti se si esclude Maria Ida Germontani che arriva da Montecitorio e, desenzanese d’adozione e residenza, è stata eletta per il Pdl nella rossa Emilia. Soprattutto fra politici di lungo corso che vengono dalla stessa matrice (la Dc) ma da tre osservanze diverse: forlaniana (Galperti, oggi Pd), martinazzoliana (De Toni, oggi Italia dei valori) e grande centro (Conti oggi Pdl, atteso dopo le dimissioni di Formigoni).
Anche per ragioni anagrafiche il più emozionato ieri era il sindaco di Chiari, Sandro Mazzatorta della Lega, 43 anni. Ad accompagnarlo la moglie, Monica Margariti. A sostenerlo l’emozione del neofita: «Certo - confessa - che mi fa impressione ritrovarmi fianco a fianco con Andreotti, Ciampi, Cossiga. Sono pezzi di storia. Per non parlare di Treu: all’università ho studiato sui suoi manuali. Questa è davvero un’aula iperqualificata». Il gruppo leghista (età media 45 anni) ha portato una ventata di novità: «Ci guardano come marziani, ma non siamo sprovveduti. La Lega non è più quella del 1994. Ci impegneremo al massimo».
Giampiero De Toni il Senato l’aveva bazzicato anni fa, con l’amico Gregorelli allora senatore. Oggi ci torna da protagonista: «Emozionato, certo - ammette - .Ho in testa tante cose da fare. Sento che questo è un luogo dove si possono dare risposte ai cittadini, pur tenendo conto che siamo all’opposizione. Ma io ho una vocazione governativa, sono portato al fare».
Primo senatore camuno dopo Morino, Mazzoli e Marniga, De Toni promette battaglia serrata su «legalità, giustizia, trasparenza, informazione».
Guido Galperti, da parte sua, fa il pompiere sulle faide che aleggiano nel Pd sull’elezione dei capigruppo: «Ho votato la Finocchiaro, ho accolto l’invito di Veltroni per garantire un po’ di continuità fino alle Europee e al congresso. La sconfitta di Roma è il punto di crisi più elevato della vicenda elettorale 2008. C’è da capire se l’elettorato che non ha scelto Rutelli ha voluto mandare un messaggio a Prodi, a Veltroni oppure - e sarebbe il peggio - alle posizioni moderate di Rutelli. Nel Pd c’è un "cupio dissolvi" tipico della sinistra: io che sono uomo di centro (sinistra) penso si debba guardare avanti».
Altro clima quello che si respira nella maggioranza: «Sarà una legisaltura produttiva, vedrete - dice Maria Ida Germontani -: fra noi del Pdl e la Lega c’è una vera sintonia sui temi della sicurezza, dello sviluppo economico. Che sono quelli che stanno davvero a cuore alla gente». M.TE.
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