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 Il primo intervento Minimize

 

Ecco il discorso del nostro grande SINDACO al senato nella giornata di mercoledì 14 maggio 

 

MAZZATORTA (LNP). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, onorevoli Ministri, abbiamo ascoltato le linee programmatiche e voteremo convintamente la fiducia al Governo. Non è solo una questione di coerenza e di rispetto degli impegni assunti nei confronti degli elettori che ci hanno votato il 13 e 14 aprile, ma è anche una questione di coerenza politica condividendo la visione dei problemi da lei esposta nelle linee programmatiche e le soluzioni da lei proposte al Parlamento.

A lei, signor Presidente, e al suo Governo tutte le cittadine ed i cittadini guardano con grande attesa, certi che saprà realizzare il programma illustrato in campagna elettorale dando risposta immediata alle priorità del Paese.
Voglio soffermarmi su due questioni che noi riteniamo ineludibili. Il federalismo è una priorità nell'agenda del nuovo Governo e la nomina del Ministro delle riforme per il federalismo, onorevole Umberto Bossi, è la garanzia che tale obiettivo verrà tenacemente perseguito e realizzato. Se non modificheremo l'assetto politico-istituzionale di questo Paese in senso federale, se non riporteremo il prelievo fiscale sul territorio garantendo con la vicinanza ai veri interessati che i nostri soldi siano meglio destinati e ben spesi, se non sapremo dare risposta alla ormai improrogabile necessità di attivare la fase costituente in senso federale, sarà impossibile dare risposta a tutti i problemi che il nostro Paese si trova a dover affrontare.
L'esigenza di perequazione, ossia l'esigenza di aiutare le Regioni meno ricche, può trovare risposte immediate stabilendo che una parte delle risorse delle Regioni della Padania confluisca in un fondo di solidarietà dal quale le altre Regioni potranno ricevere risorse aggiuntive. Del resto questo meccanismo è quello già applicato dall'Unione Europea con il fondo di solidarietà.
Si tratta di un progetto di riforma che dobbiamo costruire assieme, peraltro partendo da iniziative legislative già mature e mi riferisco alla proposta di legge del consiglio regionale della Lombardia al Parlamento italiano del 2007, che prevede di trattenere nella Regione - com'è già stato detto - almeno l'80 per cento dell'IVA riscossa e il 15 per cento dell'IRPEF statale. Occorre quindi un nuovo assetto dello Stato e l'attuazione finalmente dell'articolo 119 della Costituzione.
Se mi è consentita una notazione personale, cumulando alla funzione parlamentare anche la funzione di sindaco di una città della Provincia di Brescia, sono sicuro, signor Presidente, che porrete la massima attenzione nell'attuazione dell'obiettivo dell'esenzione generalizzata dell'ICI sull'abitazione principale. Questa misura, promessa agli elettori in campagna elettorale e che quindi va perseguita, deve essere contestualmente accompagnata da paralleli trasferimenti compensativi statali ai nostri Comuni per evitare che venga meno l'equilibrio dei bilanci comunali e che i Comuni siano costretti, per continuare ad erogare servizi indispensabili ai cittadini e alle imprese, a ricorrere supplettivamente, in difetto di questa integrazione statale, ad altre misure impositive o peggio ancora all'innalzamento dell'ICI a coloro che continueranno a pagarla, ossia artigiani, industriali, imprenditori, commercianti. Lei sa, signor Presidente, che i nostri Comuni sono già stati penalizzati pesantemente negli ultimi due anni da consistenti tagli di trasferimenti erariali a fronte di un gettito ICI, poi mai realizzatosi, relativo ai fabbricati rurali.
Aumentare la sicurezza ed il senso di protezione e di sicurezza dei cittadini deve essere il nostro obiettivo. La sicurezza è la precondizione di ogni diritto e di ogni libertà ed è strettamente legata al tema dell'immigrazione, che non va subita passivamente ma va governata. L'equazione stranieri irregolari uguale criminalità, spesso tenacemente negata da una certa sinistra ideologica (e purtroppo oggi in quest'Aula anche dal senatore Bianco), trova sempre più riscontro nei dati e negli studi scientifici condotti seriamente su questi dati. L'ultimo studio è quello condotto dal centro interuniversitario Transcrime dell'Università degli studi di Trento e dell'Università cattolica del Sacro Cuore, ampiamente illustrato in un articolo pubblicato su «Il Sole-24 ORE» del 28 aprile 2008, dal titolo: «E' lo status di irregolare la prima causa di devianza».
In questo studio emerge chiaramente che l'irregolarità produce criminalità: furti, scippi, rapine, spaccio di stupefacenti. Se non agiamo subito nell'azione di contrasto dei clandestini, procedendo a rapide espulsioni, la criminalità aumenterà e le nostre carceri saranno sempre più affollate di immigrati. Basti pensare che quattro detenuti su dieci sono stranieri. Inoltre, il nostro sistema giudiziario non funziona da deterrente, con processi penali che non si svolgono mai e pene incerte; ciò porta ad una percezione di impunità per lo straniero di passaggio nel nostro Paese.
La mia Provincia, quella di Brescia, ha il triste primato della presenza dei clandestini: in base ad un recente studio pubblicato pochi giorni fa, abbiamo 32 clandestini ogni 1.000 abitanti e 23 stranieri su 100 a Brescia non hanno alcun titolo di soggiorno. Da sindaco di una città di quella Provincia, vi assicuro, colleghi, che questa stima è sottodimensionata ed eccessivamente prudenziale.
Il tema del governo dell'immigrazione è dunque ineludibile. Sappiamo che il ministro dell'interno, onorevole Maroni, ha già lavorato e sta tuttora lavorando ad un provvedimento che affronti, in piena collaborazione con le autonomie locali, questa situazione che rischia di esplodere da un giorno all'altro. In un anno, dal 2007 al 2008, i clandestini sono raddoppiati; se nel 2007 i clandestini stimati erano 350.000, oggi sono 650.000. È il risultato di una politica di falsa accoglienza e di lassismo voluta dalle forze della sinistra, che è stata pesantemente sconfìtta dall'esito democratico delle urne.
Auspichiamo anche, magari attraverso un'indagine conoscitiva, come ha fatto la House of Lords nel Regno Unito, che si faccia una seria analisi sui costi-benefici del fenomeno immigrazione, affrontando questo tema non in base a pregiudizi o a luoghi comuni (l'immigrazione è una risorsa positiva). In Inghilterra l'hanno fatto e sono emersi anche dei dati particolarmente interessanti. Auspichiamo una seria analisi, che valuti se l'apporto lavorativo degli immigrati compensi gli enormi costi sociali ed economici del fenomeno immigrazione.

Signor Presidente del Consiglio, è con la piena consapevolezza della sua responsabilità - e della nostra come maggioranza parlamentare - e con la più sentita vicinanza di positivi intenti che formuliamo a lei ed al suo Governo i migliori auguri di buon lavoro, nella certezza che insieme - ognuno per la propria parte e per il proprio ruolo - sapremo condurre ad un esito felice e compiuto il delicato compito che i cittadini ci hanno assegnato.

 


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